Su Cava Ispica

Cava Ispica

Cava Ispica è una vallata stretta e rigogliosa, incisa per 13 km nel tavolato calcareo ibleo, tra Modica, Rosolini e Ispica.  È un canyon attraversato da un fiume oramai scomparso, il Pernamazzoni.

È uno dei paesaggi archeologici e naturalistici fra i più famosi della cuspide sud-orientale della Sicilia e costituisce un sito rupestre monumentale fra i più ricchi ed estesi d’Europa.

Nelle pareti rocciose della Cava, di colore giallo-rosato e grigio-cinerino, a strapiombo sul fondovalle, e nei contigui sassosi altopiani si nascondono tracce di antichi insediamenti umani e di necropoli che si armonizzano con il circostante paesaggio naturale di grande suggestione e di una bellezza incontaminata.

Essa è nota nella letteratura odeporica e scientifica dell’isola, fin dal XVII secolo, per aver attirato i viaggiatori del Grand Tour, quali Houël e Denon, i quali l’hanno descritta e ritratta in opere rimaste emblematiche.

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La Cava si forma nel cuore dell’altopiano modicano, nelle contrade Serrapero e Baravitalla, zona denominata anche Cava Ispica Nord. Qui si collocano la Tomba a finti pilastri, la Grotta dei Santi, la Grotta della Signora, la Chiesa rupestre di San Nicola e il Parco Archeologico di Cava Ispica.

Durante il periodo preistorico, nell’età del bronzo, sono stati rilevati diversi villaggi con capanne circolari (Calicantone, Baravitalla, Forza) e le relative necropoli, le cui tombe a forno, o a grotticella artificiale, presentano spesso monumentali facciate a rilievo.

Gli studi hanno portato alla luce insediamenti protostorici (X sec. a. C.) e di età tardo sicula (VII-VI sec. a. C.), attestati dal rinvenimento di frammenti di ceramica.

La testimonianza di una antica frequentazione greca dell’area sembrerebbe essere confermata dal recente rinvenimento (2016) del cosiddetto Gymnasium, all’interno del Parco Archeologico di Cava Ispica.